Il Sultano e San Francesco. Non possiamo rinunciare alla speranza.

fonte

Leggere questo scritto richiede circa 20 minuti. Tempo che, ve ne renderete conto una volta finita la lettura, raramente avete investito così bene. Se vogliamo farci una nostra idea e opinione sui fatti che purtroppo oggi tornano d’attualità (terrorismo, Islam, ecc), credo sia giusto e necessario cercare di avere una visione a 360 gradi, senza chiudersi in quel girone di odio, intolleranza e vendetta, dove politici, mass media e il nostro stesso istinto umano, ci trascinano. E se non si ha la pazienza di leggere un testo del genere, non bisogna nemmeno avere l’arroganza di commentare i fatti in questione.

Questa è la lettera aperta di Tiziano Terzani datata ottobre 2001, in risposta all’articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, che la scrittrice aveva pubblicato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Buona lettura ma soprattutto, buona riflessione. Continua a leggere

Annunci

#RECENSIONE // Bertezzolo – Padroni a Chiesa nostra

Paolo Bertezzolo
Padroni a Chiesa nostra.
Vent’anni di strategia religiosa della Lega Nord
Interessante saggio sul rapporto tra la Chiesa cattolica e la Lega Nord. Un rapporto nato in maniera conflittuale nella prima decade di vita del movimento bossiano.
La Chiesa di fronte ad un movimento così individualista, localista e xenofobo non poteva che opporsi frontalmente, anche in nome della dottrina sociale e dei rinnovamenti portati nemmeno vent’anni prima dal Concilio Vaticano II e dal pontificato di Paolo VI. Concilio per l’appunto mal visto sia dai “Cattolici Padani” (sottomovimento del partito, che ne riunisce tutti i credenti più tradizionalisti), movimento fin da subito vicino alla comunità lefevbriana (vedi più e più dichiarazioni di Borghezio) sia dalle gerarchie di partito, più di una volta scese in campo invocando “scismi protestanti” contro la “Roma ladrona religiosa” o dando il là al celtismo (il Dio Po e il rito dell’ampolla).
Così, sul finire degli anni ’90, il rapporto tra Chiesa e Lega è ormai verso la rottura più totale, ma è proprio nel momento di crisi massima, che si notano le prime avvisaglie di un avvicinamento, soprattutto da parte del piccolo clero locale.
Con gli anni 2000 poi, si assiste ad una sorta di alleanza in virtù di quei valori definiti non negoziabili come la difesa della vita, la lotta all’aborto e all’eutanasia, solo per far alcuni esempi. Il lato qui fondamentalista e fortemente tradizionalista/reazionario della Lega Nord fa comodo alle alte gerarchie ecclesiastiche che cercano appoggi politici su quei temi fortemente scottanti. Questa “Santa alleanza” trova però terreno di scontro nei temi riguardanti “il rapporto col prossimo”: l’accoglienza ai migranti, il diritto dei musulmani ad avere propri luoghi di culto (e non il riuso di stanze&stanzoni abbandonati); scontro che però vede sempre meno voci all’interno della Chiesa mentre sempre più sono quelle che seguono la via del compromesso per ottenere l’appoggio sui “valori non negoziabili”.
Il futuro dei rapporti tra le due forze nascerà quindi nella risoluzione di questa ventennale tensione, tutta ecclesiastica, tra l’ala conciliarsista, più moderna e sociale, e l’ala più tradizionalista, anticonciliarista, che sfocia nel fondamentalismo; tra un’ala che legge e cerca di applicare il Vangelo ed un’ala che il Vangelo lo usa come un mattone per alzare un muro.

C’è da sperare che vinca la prima.

GIUDIZIO:

****

DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE: Paolo Bertezzolo
TITOLO: Padroni a Chiesa nostra. Vent’anni di strategia religiosa della Lega Nord
CASA EDITRICE: emi
N° PAGINE: 270
ANNO DI EDIZIONE: 2011

[Racconto] La novella dei Tre anelli – Boccaccio

Riporto qui un estratto da una novella del Decameron1di Boccaccio, la terza della prima giornata. Questo estratto parla del rapporto tra le religioni rivelate e fa riflettere su come i vari fedeli dovrebbero approcciarsi agli altri, indicando la via della tolleranza e del rispetto reciproco. Da notare che questa novella, assieme a tutto il libro, durante il periodo del Sant’Uffizio oltre ad esser stata messa all’Indice come portatrice di idee contro la religione e blasfeme2, fu riveduta e stampata in una versione “riformata”, con le novelle riscritte3(caso identico accadde al Canzoniere del Petrarca). Quali siano queste idee eretiche però non lo so. Le lascio a voi cercarle nell’estratto, sempre che esistano..
Melchisedech giudeo con una novella di tre anella cessa4un gran pericolo dal Saladino apparecchiatogli.
[Domanda del Saladino a Melchisedech] «Valente uomo, io ho da più persone inteso che tu se’ savissimo e nelle cose di Dio senti molto avanti5; e per ciò io saprei volentieri da te quale delle tre leggi tu reputi la verace, o la giudaica o la saracina o la cristiana.»
[Risposta]«Signor mio, la quistione la qual voi mi fate è bella, e a volervene dire ciò che io ne sento mi vi convien dire una novelletta, qual voi udirete. Se io non erro6, io mi ricordo aver molte volte udito dire che un grande uomo e ricco fu già, il quale, intra l’altre gioie più care che nel suo tesoro avesse, era uno anello bellissimo e prezioso; al quale per lo suo valore e per la sua bellezza volendo fare onore e in perpetuo lasciarlo ne’ suoi discendenti, ordinò che colui de’ suoi figliuoli appo il quale, sì come lasciatogli da lui, fosse questo anello trovato, che colui s’intendesse essere il suo erede e dovesse da tutti gli altri esser come maggiore onorato e reverito. E colui al quale da costui fu lasciato tenne simigliante ordine ne’ suoi discendenti, e così fece come fatto avea il suo predecessore; e in brieve andò questo anello di mano in mano a molti successori, e ultimamente pervenne alle mani a uno il quale avea tre figliuoli belli e virtuosi e molto al padre loro obedienti, per la qual cosa tutti e tre parimente gli amava. E i giovani, li quali la consuetudine7dello anello sapevano, sì come vaghi ciascuno d’essere il più onorato tra’ suoi, ciascun per sé, come meglio sapeva, pregava il padre, il quale era già vecchio, che quando a morte venisse a lui quello anello lasciasse. Il valente uomo, che parimente tutti gli amava né sapeva esso medesimo eleggere a quale più tosto lasciar lo volesse, pensò, avendolo a ciascun promesso, di volergli tutti e tre sodisfare: e segretamente a un buon maestro8ne fece fare due altri, li quali sì furono simiglianti al primiero, che esso medesimo che fatti gli aveva fare appena conosceva qual si fosse il vero; e venendo a morte, segretamente diede il suo a ciascun de’ figliuoli. Li quali, dopo la morte del padre, volendo ciascuno la eredità e l’onore occupare9e l’uno negandola all’altro, in testimonanza di dover ciò ragionevolmente fare ciascuno produsse fuori il suo anello; e trovatisi gli anelli sì simili l’uno all’altro, che qual fosse il vero non si sapeva cognoscere, si rimase la quistione, qual fosse il vero erede del padre, in pendente: e ancor pende10. E così vi dico, signor mio, delle tre leggi alli tre popoli date da Dio padre, delle quali la quistion proponeste: ciascun la sua eredità, la sua vera legge e i suoi comandamenti dirittamente11si crede avere e fare, ma chi se l’abbia, come degli anelli, ancora ne pende la quistione

1 Il testo e le note sono estratte da Giovanni Boccaccio, Vittore Branca (a cura di) Decameron, Einaudi, pp. 78-82.
2 Si puà riscontrare questa avversione al libro del Boccaccio e, in particolare, l’ereticità di questa novella nello splendido libro di Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ‘500, alle pagine 58-59 e 170.
3 Proprio questa novella fu interamente riscritta, con un cambiamento del titolo e con la cancellazione della conclusione (la parte che nel testo ho evidenziato in grassetto).
4 allontana, scansa, evita.
5 sei molto addentro nella conoscenza di Dio.
6 se la memoria non mi inganna.
7 Cioè la tradizione familiare.
8 orafo.
9 accaparrarsi.
10 in dubbio: e ancora è incerta, non è risolta.
11 a buon diritto, onestamente, oppure per linea diretta; cioè come discesi direttamente da Dio.