Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 710 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 12 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Mantieni i tuoi pensieri positivi

perché i tuoi pensieri diventano le tue parole.

Mantieni le tue parole positive

perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi

perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.

Mantieni le tue abitudini positive

perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi

perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

M. K. Ghandi

Il Sultano e San Francesco. Non possiamo rinunciare alla speranza.

fonte

Leggere questo scritto richiede circa 20 minuti. Tempo che, ve ne renderete conto una volta finita la lettura, raramente avete investito così bene. Se vogliamo farci una nostra idea e opinione sui fatti che purtroppo oggi tornano d’attualità (terrorismo, Islam, ecc), credo sia giusto e necessario cercare di avere una visione a 360 gradi, senza chiudersi in quel girone di odio, intolleranza e vendetta, dove politici, mass media e il nostro stesso istinto umano, ci trascinano. E se non si ha la pazienza di leggere un testo del genere, non bisogna nemmeno avere l’arroganza di commentare i fatti in questione.

Questa è la lettera aperta di Tiziano Terzani datata ottobre 2001, in risposta all’articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, che la scrittrice aveva pubblicato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Buona lettura ma soprattutto, buona riflessione. Continua a leggere

Parigi, venerdì 13 novembre

A seguito dell’attentato terroristico che ha colpito la città di Parigi la sera di venerdì 13 novembre, non ho potuto che restare sconvolto più che dalla violenza in sè dell’atto ma dalle reazioni della rete. Odio, pietà, lacrime, razzismo e ignoranza si sono mescolate in un mix letale per la ragione e il buon senso. Così, anche io mi sono lasciato coinvolgere dall’onda dei messaggi lasciandone due, in contro tendenza rispetto alla massa. Eccoli.

Se la proprie relazioni internazionali si risolvono in continui bombardamenti in casa d’altri non c’è da lamentarsi se questi altri ti restituiscono il favore. Chi di bomba ferisce, di bomba perisce.
‪#‎apamdatfogazarendua‬

 

Ieri tutti charlie, oggi tutti parigini ma domani nessuno sarà libico, siriano, palestinese, colombiano, curdo, iracheno, afgano, eritreo, maliano, messicano, nigeriano, sudsudanese, congolese, rom, yemenita, ceceno, somalo, gay, lesbica, etero, nero, giallo, bianco, musulmano, cristiano, ebraico, animista, semplicemente domani nessuno sarà un essere umano. Domani saremo tutti, nuovamente, ipocriti.
‪#‎jesuishypocrite‬

Esperimenti atomici

“Si vis pacem, pare bellum”… se vuoi la pace prepare la guerra recitavano gli antichi.

Il video Trinity, che ho postato qua sotto, rappresenta tutte le esplosioni atomiche sulla Terra in ordine cronologico, a partire dalla prima bomba, appunto Trinity, esplosa nel deserto di Almogordo (USA) il 16 luglio 1945 fino ai test nordcoreani della seconda metà degli anni 2000 per un totale di 2153 bombe esplose: 33 all’anno!!

 

 

 

[info dell’autore dalla pagina Vimeo del video

Visualization of nuclear detonations from 1945 to present.

Atmospheric: red
Underground: yellow
Underwater: blue

By Orbital Mechanics (orbitalmechanics.io)

Code / Visuals: Ehsan Rezaie
Sound: Phil Rochefort & Patrick Trudeau]

#25aprile

“Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in
buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di
sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il
partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una
società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio
giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono.”

Italo Calvino