#RECENSIONE // Bertezzolo – Padroni a Chiesa nostra

Paolo Bertezzolo
Padroni a Chiesa nostra.
Vent’anni di strategia religiosa della Lega Nord
Interessante saggio sul rapporto tra la Chiesa cattolica e la Lega Nord. Un rapporto nato in maniera conflittuale nella prima decade di vita del movimento bossiano.
La Chiesa di fronte ad un movimento così individualista, localista e xenofobo non poteva che opporsi frontalmente, anche in nome della dottrina sociale e dei rinnovamenti portati nemmeno vent’anni prima dal Concilio Vaticano II e dal pontificato di Paolo VI. Concilio per l’appunto mal visto sia dai “Cattolici Padani” (sottomovimento del partito, che ne riunisce tutti i credenti più tradizionalisti), movimento fin da subito vicino alla comunità lefevbriana (vedi più e più dichiarazioni di Borghezio) sia dalle gerarchie di partito, più di una volta scese in campo invocando “scismi protestanti” contro la “Roma ladrona religiosa” o dando il là al celtismo (il Dio Po e il rito dell’ampolla).
Così, sul finire degli anni ’90, il rapporto tra Chiesa e Lega è ormai verso la rottura più totale, ma è proprio nel momento di crisi massima, che si notano le prime avvisaglie di un avvicinamento, soprattutto da parte del piccolo clero locale.
Con gli anni 2000 poi, si assiste ad una sorta di alleanza in virtù di quei valori definiti non negoziabili come la difesa della vita, la lotta all’aborto e all’eutanasia, solo per far alcuni esempi. Il lato qui fondamentalista e fortemente tradizionalista/reazionario della Lega Nord fa comodo alle alte gerarchie ecclesiastiche che cercano appoggi politici su quei temi fortemente scottanti. Questa “Santa alleanza” trova però terreno di scontro nei temi riguardanti “il rapporto col prossimo”: l’accoglienza ai migranti, il diritto dei musulmani ad avere propri luoghi di culto (e non il riuso di stanze&stanzoni abbandonati); scontro che però vede sempre meno voci all’interno della Chiesa mentre sempre più sono quelle che seguono la via del compromesso per ottenere l’appoggio sui “valori non negoziabili”.
Il futuro dei rapporti tra le due forze nascerà quindi nella risoluzione di questa ventennale tensione, tutta ecclesiastica, tra l’ala conciliarsista, più moderna e sociale, e l’ala più tradizionalista, anticonciliarista, che sfocia nel fondamentalismo; tra un’ala che legge e cerca di applicare il Vangelo ed un’ala che il Vangelo lo usa come un mattone per alzare un muro.

C’è da sperare che vinca la prima.

GIUDIZIO:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE: Paolo Bertezzolo
TITOLO: Padroni a Chiesa nostra. Vent’anni di strategia religiosa della Lega Nord
CASA EDITRICE: emi
N° PAGINE: 270
ANNO DI EDIZIONE: 2011

I rimedi della nonna

Alcuni simpatici esempi di pratiche, consuetudini tramandate nelle generazioni tra le popolazioni contadine per guarire da due classici “mali”, come il catarro e il sangue dal naso. Purtroppo queste due filastrocche ci giungono attraverso i verbali dei processi inquisitoriali, visto che per la Chiesa queste erano pratiche magiche e frutto di un patto col demonio.

Te segno del catarro, che ‘l se possa desfantare cusì come se desfanta il sale el dì de Nadal in nel disnar. In nome del Padre, del Fio et del Spirito Santo. Amen [Margherita, Latisana, 1591]

Sangue, sta forte,
come stè messer Iesu Christo nella morte.
Sangue, sta nella tua vena,
come stè messer Iesu Christo nella sua pena.
[Margherita, Latisana, 1591]

 

[Fonte: Andrea Del Col, L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano, 2006, p. 574]

#RECENSIONE // Flores d’Arcais – Gesù

Paolo Flores d’Arcais
Gesù. L’invenzione del Dio cristiano
Ho comprato questo volumetto poco dopo aver superato l’esame di Storia delle chiese e del cristianesimo, in un diverso contesto gesù-flores-d'arcais-difficilmente mi sarei avvicinato ad un libro su questo argomento e scritto da questo autore.
Già, perché ho scelto di acquistare questo Gesù per leggere le atee tesi di d’Arcais e metterle a confronto con quanto studiato per l’esame: un mettermi alla prova correlato da una buona dose di autocompiacimento.
Il libro è breve, poco meno di 130 pagine, appare corposo solo per la scelta editoriale di stamparlo in formato tascabile (scelta che di mio non condivido).
Lo stile di d’Arcais rimane quello con il quale l’ho conosciuto sulle pagine di MicroMega, anche se speravo che la pubblicazione di un libro divulgativo gli facesse cambiare registro; invece rimane il solito aggressivo e incalzante modo di esporre le tesi, uno stile che da sempre mi ha dato l’impressione di un “sotuttoio” che poco spazio da alle idee altrui auto-convinto della superiorità della propria (proprio quello che contesta alla Chiesa in questo testo e in altri articoli).
Così, tutto preso dalla propria attività, l’autore si inerpica su di un lavoro veramente vasto per una pubblicazione così ridotta. Tenta di fare il divulgatore di molte teorie contrastanti con la dottrina della Chiesa di Roma senza provare a farne una sintesi propria o a inserirci un proprio pensiero che non sia la solita vis polemica.
Ma d’altronde è un filosofo e non uno storico e, una volta finito di leggere il libro, vien da domandarsi perché abbia scelto di entrare in questo campo, non poteva piuttosto pubblicare un lavoro divulgativo incentrandolo sulla filosofia citando i maggiori autori atei e agnostici? A mio avviso ne sarebbe venuto fuori un testo migliore.
Il pamphlet perciò risulta un insieme di punti sviluppati più a citazioni e contro-citazioni, che con un’argomentazione, originale o non. Le stesse citazioni sono lasciate all’apparato notarile a piè pagina (a mio avviso piuttosto essenziale), senza poi una più completa bibliografia finale; c’è solo nelle “Istruzioni per l’uso” uno scarno elenco di libri. Sarebbe certamente stata gradita una bibliografia finale contenente sia le opere utilizzate, sia ulteriori opere d’approfondimento per chi avesse voluto studiare più a fondo l’argomento ( nel giustificare tale scelta, ritrovo in d’Arcais quello stile “basto io a dir le cose, porto io la verità”).
Nel concluderlo poi mi son chiesto chi potesse anche essere il destinatario di tale libro. Il papa? No di certo, lavoro è troppo misero. Qualche credente? Difficile che si avvicini a un testo del genere e ancor più difficile che nel leggerlo trovi dubbi sulla fede; girando sui forum cattolici le tesi riproposte da d’Arcais sono più e più volte confutate o confermate a seconda del contesto da cui sono state estrapolate. Il libro poi non può essere destinato a qualche non credente, visto che riprende in maniera troppo semplicistica troppi autori, anche diversi tra loro ( come posso discutere di Gesù con i cattolici citando Küng, autore cattolico?).
Alla conclusione del libro l’idea di uno scritto compiuto da un filosofo e non da uno storico prende sempre più corpo e la domanda “perché è stato pubblicato questo libro” prende sempre più piede.
In sostanza, per concludere con qualche buona parola per il libricino, l’unica parte che mi è parsa valida del libro, ben scritta, non polemica, neutra, è il “Commiato”; due facciate che contengo il riassunto dell’intero libro, il che la dice lunga sulla sostanza dello stesso: un po’ poco per le attese e promesse date dal sottotitolo, L’invenzione del Dio cristiano, e dall’introduzione.
GIUDIZIO:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE:
Paolo Flores d’Arcais
TITOLO:
Gesù. L’invenzione del Dio cristiano
CASA EDITRICE:
add editore
N° PAGINE:
127
ANNO DI EDIZIONE:
2011

Se questo è un beato..

“Al Generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa Signora Lucia Hiriart de Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipotini, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II”


“Signor Generale, il Santo Padre è stato informato della prossima celebrazione familiare del 50° anniversario del suo matrimonio e mi ha affidato il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l’autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza. Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile, rinnova i suoi augiri di pace e di felicità e affida al Signore le buone scelte di vita cristiana del focolare nel quale regnano l’amore reciproco e la fiducia nella grazia di Dio. In questa circostanza, tengo ad associarmi alle felicitazioni del Santo padre esprimendo, a lei e ai membri della sua rispettiva famiglia, i fervidi auguri di felicità cristiana, e insieme mi unisco spriritualmente alla celebrazione religiosa dell’anniversario. Approfitto con piacere di questa occasione per riaffermarle, signor Generale l’espressione della mia più alta e distinta considerazione. Cardinale Angelo Sodano.”


[MicroMega, i Classici, “Grandezza e miseria di un pontificato” a cura di Valerio Gigante, pag. 46]


Essendo ora Wojtyła un beato, per la Chiesa il suo esempio è edificante ed è da seguire.