#RECENSIONE // Stella – Negri, froci, giudei & co.

Gian Antonio Stella
Negri, froci, giudei & co.
L’eterna lotta contro l’altro
“Sono stati in troppi, nella storia, a non chiedere mai scusa”.
Il succo del libro sta tutto qui. Il lavoro è splendido: la giustapposizione di luoghi comuni, leggende e pregiudizi, ne mette in risalto il loro stesso limite e la loro stupidità intrinseca, che percorre i secoli della storia umana.
Sono, però, fenomeni capibili: il desiderio perenne dell’uomo di calma, stabilità e tranquillità mal si accompagna al mutamento veloce, alla diversità, sopratutto se marcata.Il limite del libro di Stella sta probabilmente nella suo stesso punto di forza: le moltissime citazioni (mai troppe, nonostante la ripetitività dei temi) sono senza fonte, senza note e manca una bibliografia finale.
Stella riporta per intero il suo modo di scrivere gli editoriali sul Corriere della Sera, solo che in libro specifico sull’argomento ci starebbero state bene le origini delle frasi riportante, permettendo al lettore di andare poi a ritrovarle, integrando la lettura.GIUDIZIO:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE: Gian Antonio Stella
TITOLO:  Negri, froci, giudei & co. L’eterna lotta contro l’altro
CASA EDITRICE: Rizzoli
N° PAGINE: 332
ANNO DI EDIZIONE: 2009

#RECENSIONE // Deledda – Il vecchio della montagna

Grazia Deledda
Il vecchio della montagna
Mi ha piacevolmente sorpreso la lettura di questo libro. D’altronde Grazia Deledda è una scrittrice abbastanza sconosciuta nonostante sia stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, unica donna italiana a ricevere questo Nobel (gli altri vincitori furono, nell’ordine, Carducci, Pirandello, Quasimodo, Montale e Fo).
Il vecchio della montagna viene pubblicato nel 1899, all’inizio del suo più fecondo periodo narrativo, quel periodo che culminerà con l’Edera o Canne al vento e che la porterà al Premio Nobel.
Il racconto colpisce per la sua scrittura semplice, con poche costruzioni sintattiche complesse o artificiose. Nonostante sia, poi, un romanzo sardo, con notevoli influenze veriste, supera questo modello, relegando il dialetto a poche espressioni tradizionali contabili sulle dita di una man; la stessa costruzione dei dialoghi è italiana, alleggerendo la lettura rispetto ai corrispettivi romanzi veristi, mi sovvengono ad esempio i Malavoglia, ricchissimi di sicilianità.
Della Sardegna rimangono le magnifiche pennellate del paesaggio, della società e della mentalità; queste ultime che trasudano dai dialoghi e dei modi di fare dei personaggi. Ed è qui che c’è il contrasto ed il succo del libro: la stessa tendenza dell’autrice ad utilizzare poco il dialetto sardo nella scrittura si trasforma nel desiderio di Paska, la ragazza indiscussa protagonista del romanzo, di rompere la tradizione dell’isola. Tradizione che viene appunto rotta dall’uso pressoché costante della lingua italiana, in una forma semplice, come semplice è la ragazza che rifugge il suo mondo e vuole proiettarsi fuori da esso, quasi a voler superare il mare e scoprire cosa c’è nel continente. 

GIUDIZIO:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE:
Grazia Deledda
TITOLO:
Il vecchio della montagna
CASA EDITRICE:
Mondadori
N° PAGINE:
147
ANNO DI EDIZIONE:
1990 (ed. or. 1899)

I rimedi della nonna

Alcuni simpatici esempi di pratiche, consuetudini tramandate nelle generazioni tra le popolazioni contadine per guarire da due classici “mali”, come il catarro e il sangue dal naso. Purtroppo queste due filastrocche ci giungono attraverso i verbali dei processi inquisitoriali, visto che per la Chiesa queste erano pratiche magiche e frutto di un patto col demonio.

Te segno del catarro, che ‘l se possa desfantare cusì come se desfanta il sale el dì de Nadal in nel disnar. In nome del Padre, del Fio et del Spirito Santo. Amen [Margherita, Latisana, 1591]

Sangue, sta forte,
come stè messer Iesu Christo nella morte.
Sangue, sta nella tua vena,
come stè messer Iesu Christo nella sua pena.
[Margherita, Latisana, 1591]

 

[Fonte: Andrea Del Col, L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano, 2006, p. 574]