E scompaiono 13 milioni di euro…

Spariscono 13 milioni di euro dalle casse della Margherita finiti dentro le tasche del simpatico senatore (!! – ma a che serve stupirsi..) Luigi Lusi, in quota PD ed x tesoriere del partito centrista che si ispirava ai valori cristiani sociali!!!

Dichiarazioni di stupore e sconcerto da parte degli ex colleghi margheritini, con Rutelli (ex leader del partito) che vuole costituirsi parte offesa al processo.

Ma diamine, 13 milioni non sono pochi, come hanno fatto a non accorgersene? Come ha detto Crozza questa sera nel classico editoriale d’apertura di Ballarò: “Se mi rubano10€ dal portafoglio, ne ho 20€ me ne accorgo”. Appunto: che questi ne abbiano così tanti, di non accorgersi se spariscono cifre ingenti?

Questo mi fa tornare in mente, gira e rigira si finisce sempre li, un’assoluzione del vecchio premier, il caro Silvio da Arcore, quando il suo ingente patrimonio fu usato per salvarlo dalle accuse di falso in bilancio nel processo sull’acquisto della casa cinematografica Medusa.

Nel frattempo, alla Camera dei Deputati, fatti i (finti) tagli, montano già le proteste: 22 deputati han già presentato ricorso. Probabilmente adopereranno la classica frase di circostanza “No alla demagogia e al populismo”.

Non si capisce perché, però, la “demagogia e il populismo” debbano subirlo tutti gli altri fuori dai Palazzi, debbano subirlo quelli che non perdono 13 milioni di euro senza accorgersene, anche perché 13 milioni non li vedranno mai.

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Sempre contro i giornalisti

La convergenza tra Berlusconi e D’Alema è sempre stata evidente, soprattutto ai tempi della Bicamerale: ora han trovato un nemico comune, che si apprestino a qualche colpo di genio comune?
La loro fratellanza infatti si è rivolta contro lo stesso avversario (dopo i magistrati qualche anno fa): i giornalisti del Fatto Quotidiano. Già perché se per il premier questi sono comunisti, per D’Alema sono fascisti!!

Così da destra (?) a sinistra (? – la quale poi pensa di essere anche superiore moralmente e intellettualmente agli avversari) i metodi non cambiano e quando un giornalista prova a fare il proprio mestiere senza guardare in faccia a chi fa le domande e senza dimostrare un minimo di rispetto reverenziale per il potere, viene subito attaccato dal potente di turno, dimostrando platealmente la propria colpevolezza. La prima gallina che canta ha fatto l’uovo, si dice no?

Parole al vento

Costituzione Italiana, Art. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Berlusconi: «Non bombarderemo; facciamo già abbastanza». [14 aprile 2011] Corriere della Sera

La Russa: «Ho portato in consiglio dei ministri anche un’ipotesi che mi era stata ventilata di un utilizzo diverso anche degli stessi aerei ma io stesso ho detto che è un ipotesi marginale che non seguiremo; e quindi non solo non avremo un armamento degli aerei che abbiamo, ma anche non useremo in maniera diversa gli aerei che abbiamo messo a disposizione[15 aprile 2011] Ansa.it

L’Italia non fornirà altri assetti per le operazioni militari in Libia. Lo ha ribadito il ministro La Russa che ha incontrato il suo omologo statunitense Robert Gates. [18 aprile 2011] Ansa.it

La Russa: “Pronti a bombardare la Libia” [27 aprile 2011] la Repubblica

Berlusconi: “Sì a bombardamenti mirati” [25 aprile 2011] la Repubblica

I politici del futuro

I fatti degli ultimi giorni mi hanno colpito profondamente. Il clima politico che si sta vivendo nel nostro Paese è insostenibile; ora come mai. Dopo mesi di attacchi reciproci fra tutte le parti politiche, il “getto del(la) statutetta” al Presidente del Consiglio dei Ministri ( è lungo da scrivere, ma ci tengo a rimarcare l’incarico di sovrintendente di un organo collegiale) ha scatenato una guerra di parole alla quale non ho mai assistito, se non tramite i resoconti del passato sui testi universitari ( penso al dopo Matteotti, o ai contrasti in URRS). Mentre i presidenti della Repubblica e della Camera Napolitano e Fini ( il Senato tace … ) invitano alla calma e ad abbassare i toni, i volti noti che da mesi riempiono le nostre case tramite tv e blog non fanno che azzannarsi, infiammando ancor di più gli animi.

Vedo molto sbando ormai in questa politica. è la fine di un’era.
Certo, ecco il solito discorso retorico, la Repubblica deve ancora riprendersi dalla crisi di Mani Pulite; la mafia è dovunque; Berlusconi è un delinquente; c’è la crisi economica e via dicendo…

Ma la discesa in campo di Berlusconi, forse per salvare i propri interessi ( probabile), ha sconvolto il sistema politico italiano. Dopo generazioni di statisti di alto livello, la nostra Repubblica è stata travolta da un ciclone carismatico guidato da un imprenditore che di politico non ha nulla. Sfruttando il risentimento popolare sulla vecchia classe dirigente e il crollo del comunismo si è imposto tranquillamente sulla scena nazionale, mentre i suoi avversari si scannavano da soli in tutti i modi possibili. Le successive, o meglio, lo sviluppo delle inchieste sulla sua persona non ha fatto altro che giovare alla sua carriera politica. Le opposizioni si sono distrutte concentrandosi a pugnalarsi e contestare la persona Berlusconi, evitando come la peste un programma politico alternativo.
Il che è strano; dopo quindici anni dovrebbe essere lampante a chiunque, che presentandosi con un programma che sia un programma e non un assalto a Berlusconi si vincono le elezioni. Berlusconi rappresenta, oltre che un idolo da emulare per milioni di cittadini, anche il male minore: con lui si starà male, ma almeno so come starò, con gli altri bo, non dicono nulla.

E qui voglio arrivare al punto cruciale della mia riflessione di oggi ( dopo un’introduzione stentata e poco curata). In quindici anni il dibattito politico italiano è scomparso per far posto ad una misera caccia all’uomo contrapposta ad una risoluta voglia di salvarsi da ogni possibile male. La prossima generazione politica ( quella che lega i suoi primi ricordi d’infanzia alla caduta del Muro – classe ’84/’85) sarà la peggiore classe dirigente che lo Stato italiano avrà. Sarà una generazione cresciuta senza politica, ma solo con contrasti legati ad una persona. Per quindici – venti anni dopo la fine del Berlusconi ci sarà un terribile vuoto nella gerarchia dirigenziale italiane. A questo si assocerà una totale disaffezione alla vita politica del resto della popolazione; d’altronde dopo Mani Pulite la scena politica degenerando sempre più ha stancato la cittadinanza, e l’ha staccata da una partecipazione più sentita; è divenuto tutto un fare perché si deve, per inerzia quasi.

Per me è questa la sfida che devono cogliere i politici d’oggi; abbandonare ogni crociata contro Berlusconi e impegnarsi in una lotta politica, con programmi, idee; considerando il Presidente come un politico da sconfiggere. Impegnarsi per delle leggi di rinnovamento della politica. Limitare le legislature, tre secondo me andrebbe bene, e cercare di “costringere” i cittadini a farsi partecipi della vita politica, incentivando l’educazione civica, trasformando l’intera popolazione in politici.