#RECENSIONE // Ginzburg – Il formaggio e i vermi

Carlo Ginzburg
Il formaggio e i vermi.
Il cosmo di un mugnaio del ‘500
 Il formaggio e i vermi

Il testo si presenta subito con un titolo ad effetto e di poco aiuto nel capirne il contenuto (Il formaggio e i vermi), visto che poi si tratta di un saggio storico. Nemmeno il sottotitolo, Il cosmo di un mugnaio del ‘500, viene incontro al povero lettore.
Di primo acchito sembra quasi una di quelle tante pubblicazioni new age che trattano di astri (il cosmo), misteri e misticismi del passato (‘500). Ma, mettendo ben a fuoco la copertina e spostando lo sguardo dal titolo, ci si accorge che è un libro Einaudi, roba seria insomma: non può trattarsi di un libro – spazzatura (con tutto il rispetto che si può avere per il new age e la sua letteratura). 
A dispetto del fantasioso titolo l’opera è diventata ben presto un best-seller tra i lavori storiografici; stampato e ristampato, pubblicato in più lingue. Carlo Ginzburg, l’autore, ha dato internazionale attenzione ad una nuova corrente di studi storici che nasceva in quel periodo in Italia, corrente che prese il nome di Microstoria. Uno dei punti cardine di questa nuova scuola è lo studio di un caso particolare per comprendere fenomeni di più lunga portata, trasformando gli storici in cercatori di tartufi, secondo la fortunata espressione di Le Roy Ladurie. Come disse ancora lo storico francese, studiare l’oceano attraverso una goccia d’acqua; non va quindi confusa la microstoria con gli studi e le ricerche limitate alla storia locale.
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Sentenza della condanna di Michele Serveto

Michele Serveto

“La sentenza pronunciata contro Michel Servet de Villeneufve, del Regno d’Aragona in Spagna, il quale circa ventitré o ventiquattro anni fa fece stampare un libro a Hagenau in Germania contro la Santa Trinità, contenente molte e grandi bestemmie per lo scandalo di quelle chiese di Germania; libro che egli spontaneamente confessa di aver fatto stampare, nonostante le rimostranze fattegli dai sapienti ed evangelici dottori tedeschi. A causa di ciò egli è fuggito dalla Germania. Tuttavia ha perseverato nei suoi errori e, per meglio spandere il veleno della sua eresia, ha fatto stampare di nascosto un libro a Vienne, nel Delfinato, pieno di queste eresie e di orribili ed esecrabili bestemmie contro la Santa Trinità, contro il Figlio di Dio, contro il battesimo dei bambini e contro i fondamenti della religione cristiana. Egli confessa che in questo libro ha chiamato coloro che credono nella Trinità Trinitari e atei. Egli chiama la Trinità un mostro diabolico a tre teste. Egli bestemmia in modo detestabile contro il Figlio di Dio, dicendo che Gesù Cristo non è il Figlio di Dio dall’eternità. Egli dice che il battesimo infantile è un’invenzione del diavolo e una stregoneria.

Le sue esecrabili bestemmie sono uno scandalo contro la maestà di Dio, del Figlio di Dio e dello Spirito Santo. Questo comporta la morte e la rovina di molte anime. Inoltre ha scritto una lettera a uno dei nostri pastori nella quale, insieme con altre numerose bestemmie, ha dichiarato che la nostra santa religione evangelica è senza fede e senza Dio e che al posto di Dio abbiamo un Cerbero a tre teste. Egli confessa che a causa di quest’abominevole libro fu imprigionato a Vienne ma riuscì a fuggire con l’inganno. Egli è stato colà bruciato in effigie assieme a cinque balle di suoi libri. Nonostante sia stato imprigionato nella nostra città, egli persiste con malizia nei suoi detestabili errori e calunnia i veri cristiani e i seguaci fedeli dell’immacolata tradizione cristiana.

Per questi motivi noi Sindaci e magistrati delle cause penali di questa città, avendo assistito al processo fatto dinanzi a noi su istanza del nostro luogotenente contro di voi, “Míchel Servet de Villeneufve” del Regno di Aragona in Spagna, avendo assistito alle vostre volontarie e ripetute confessioni e visto i vostri libri, giudichiamo che voi, Serveto, abbiate per lungo tempo diffuso dottrine false e completamente eretiche, ignorando ogni rimostranza e correzione, e che abbiate con maliziosa e perversa ostinazione seminato e divulgato, persino con libri stampati, opinioni contro Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, in una parola, contro i fondamenti della religione cristiana, e che abbiate cercato di provocare uno scisma e turbato la Chiesa di Dio, per la qual cosa molte anime potrebbero essersi rovinate e perdute, cosa orribile, sconvolgente, scandalosa e contaminante. E non avete provato né vergogna né orrore nel mettervi contro la Divina Maestà e la Santa Trinità e così avete cercato con ostinazione di corrompere il mondo con il vostro fetido veleno ereticale […]. Per queste e altre ragioni, desiderando purgare la Chiesa di Dio da tale corruzione e tagliar via l’arto guasto, essendoci consigliati con i nostri cittadini e avendo invocato ii nome di Dio per emettere un giusto verdetto [,..] avendo Dio e le Sacre Scritture davanti ai nostri occhi, parlando nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, noi pronunciamo ora per iscritto la sentenza definitiva e condanniamo voi, Michele Serveto, a essere legato e condotto a Champel e là attaccato a un palo e bruciato con il vostro libro fino a che non siate ridotto in cenere. Così finirete i vostri giorni e sarete d’esempio a chi volesse commettere simili reati. (E diamo ordine al nostro luogotenente che la presente sentenza sopra di voi sia eseguita).”

tratta da Roland Bainton, Vita e Morte di Michele Serveto, Fazi, 2012, pp. 163-164

#RECENSIONE // Del Col – L’inquisizione in Italia

Andrea Del Col
L’Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo
“Nessuno si aspetta l’Inquisizione Spagnola!” (Monty Python)

Questa storia dell’Inquisizione condensa i più di 800 anni di storia di questo fenomeno religioso, in quasi altrettante pagine: quasi una pagina per anno! Un enorme lavoro di ricerca, analisi e sintesi.
Il risultato è magistrale. Va messa in preventivo, vista la mole del lavoro, la pesantezza in alcuni passaggi, data soprattutto dall’abbondanza di dati, percentuali e statistiche varie. Fatta eccezione di questo, il manuale si presta a letture anche meno puntuali e specialistiche; ha un taglio, in alcuni suoi tratti, divulgativo, per così dire. Per dirla con le parole dell’autore, “questo libro non è un manuale, ma una storia critica del controllo di dottrine e comportamenti religiosi devianti svolto in Italia dalle istituzioni a ciò preposte. Esso presenta […] i dati e le questioni più importanti, organizzati in un disegno sintetico, che è contemporaneamente cronologico e tematico” (p. 12).

Purtroppo però la mole cospicua del volume intimorisce anche il lettore più accanito: trovarsi tra le mani il classico “mattone” non facilità l’approccio al testo, visto oltretutto l’argomento complesso. A facilitare la lettura però è l’impostazione adottata; il lettore può così tranquillamente girovagare tra i capitoli e i paragrafi del libro, scegliendo quelli che più l’interessano, sfruttando questo testo come una sorta di dizionario inquisitoriale ed evitando una lettura integrale per rispettare l’esatta cronologia degli eventi.
Ecco quindi che i capitoli sui templari, Giovanna d’Arco, Giordano Bruno, l’Inquisizione Spagnola, la stregoneria (solo per citarne alcuni) assumo una diversa luce, visto che son problemi affrontati in poche pagine e diventano alla portata di tutti.

Oltretutto l’inquisizione è argomento estremamente spinoso da affrontare, sopratutto in Italia, ma viene superato dal Del Col brillantemente, evitando gli ostacoli delle varie leggende, la “nera” (che vede nell’Inquisizione uno strumento assetato di sangue) e la “bianca” (che tende a tralasciare l’effettiva coercizione su idee e opinioni, e le conseguenti pene pecuniarie e corporali), dando al lettore, anche il più sprovveduto sull’argomento, una visione d’insieme chiara e storica del fenomeno “inquisizione” e tutto quello che ci girava attorno.

Giudizio:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE:Andrea Del Col
TITOLO: L’Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo
CASA EDITRICE: Mondadori
N° PAGINE: 963
ANNO DI EDIZIONE: 2006

[Racconto] La novella dei Tre anelli – Boccaccio

Riporto qui un estratto da una novella del Decameron1di Boccaccio, la terza della prima giornata. Questo estratto parla del rapporto tra le religioni rivelate e fa riflettere su come i vari fedeli dovrebbero approcciarsi agli altri, indicando la via della tolleranza e del rispetto reciproco. Da notare che questa novella, assieme a tutto il libro, durante il periodo del Sant’Uffizio oltre ad esser stata messa all’Indice come portatrice di idee contro la religione e blasfeme2, fu riveduta e stampata in una versione “riformata”, con le novelle riscritte3(caso identico accadde al Canzoniere del Petrarca). Quali siano queste idee eretiche però non lo so. Le lascio a voi cercarle nell’estratto, sempre che esistano..
Melchisedech giudeo con una novella di tre anella cessa4un gran pericolo dal Saladino apparecchiatogli.
[Domanda del Saladino a Melchisedech] «Valente uomo, io ho da più persone inteso che tu se’ savissimo e nelle cose di Dio senti molto avanti5; e per ciò io saprei volentieri da te quale delle tre leggi tu reputi la verace, o la giudaica o la saracina o la cristiana.»
[Risposta]«Signor mio, la quistione la qual voi mi fate è bella, e a volervene dire ciò che io ne sento mi vi convien dire una novelletta, qual voi udirete. Se io non erro6, io mi ricordo aver molte volte udito dire che un grande uomo e ricco fu già, il quale, intra l’altre gioie più care che nel suo tesoro avesse, era uno anello bellissimo e prezioso; al quale per lo suo valore e per la sua bellezza volendo fare onore e in perpetuo lasciarlo ne’ suoi discendenti, ordinò che colui de’ suoi figliuoli appo il quale, sì come lasciatogli da lui, fosse questo anello trovato, che colui s’intendesse essere il suo erede e dovesse da tutti gli altri esser come maggiore onorato e reverito. E colui al quale da costui fu lasciato tenne simigliante ordine ne’ suoi discendenti, e così fece come fatto avea il suo predecessore; e in brieve andò questo anello di mano in mano a molti successori, e ultimamente pervenne alle mani a uno il quale avea tre figliuoli belli e virtuosi e molto al padre loro obedienti, per la qual cosa tutti e tre parimente gli amava. E i giovani, li quali la consuetudine7dello anello sapevano, sì come vaghi ciascuno d’essere il più onorato tra’ suoi, ciascun per sé, come meglio sapeva, pregava il padre, il quale era già vecchio, che quando a morte venisse a lui quello anello lasciasse. Il valente uomo, che parimente tutti gli amava né sapeva esso medesimo eleggere a quale più tosto lasciar lo volesse, pensò, avendolo a ciascun promesso, di volergli tutti e tre sodisfare: e segretamente a un buon maestro8ne fece fare due altri, li quali sì furono simiglianti al primiero, che esso medesimo che fatti gli aveva fare appena conosceva qual si fosse il vero; e venendo a morte, segretamente diede il suo a ciascun de’ figliuoli. Li quali, dopo la morte del padre, volendo ciascuno la eredità e l’onore occupare9e l’uno negandola all’altro, in testimonanza di dover ciò ragionevolmente fare ciascuno produsse fuori il suo anello; e trovatisi gli anelli sì simili l’uno all’altro, che qual fosse il vero non si sapeva cognoscere, si rimase la quistione, qual fosse il vero erede del padre, in pendente: e ancor pende10. E così vi dico, signor mio, delle tre leggi alli tre popoli date da Dio padre, delle quali la quistion proponeste: ciascun la sua eredità, la sua vera legge e i suoi comandamenti dirittamente11si crede avere e fare, ma chi se l’abbia, come degli anelli, ancora ne pende la quistione

1 Il testo e le note sono estratte da Giovanni Boccaccio, Vittore Branca (a cura di) Decameron, Einaudi, pp. 78-82.
2 Si puà riscontrare questa avversione al libro del Boccaccio e, in particolare, l’ereticità di questa novella nello splendido libro di Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ‘500, alle pagine 58-59 e 170.
3 Proprio questa novella fu interamente riscritta, con un cambiamento del titolo e con la cancellazione della conclusione (la parte che nel testo ho evidenziato in grassetto).
4 allontana, scansa, evita.
5 sei molto addentro nella conoscenza di Dio.
6 se la memoria non mi inganna.
7 Cioè la tradizione familiare.
8 orafo.
9 accaparrarsi.
10 in dubbio: e ancora è incerta, non è risolta.
11 a buon diritto, onestamente, oppure per linea diretta; cioè come discesi direttamente da Dio.

I rimedi della nonna

Alcuni simpatici esempi di pratiche, consuetudini tramandate nelle generazioni tra le popolazioni contadine per guarire da due classici “mali”, come il catarro e il sangue dal naso. Purtroppo queste due filastrocche ci giungono attraverso i verbali dei processi inquisitoriali, visto che per la Chiesa queste erano pratiche magiche e frutto di un patto col demonio.

Te segno del catarro, che ‘l se possa desfantare cusì come se desfanta il sale el dì de Nadal in nel disnar. In nome del Padre, del Fio et del Spirito Santo. Amen [Margherita, Latisana, 1591]

Sangue, sta forte,
come stè messer Iesu Christo nella morte.
Sangue, sta nella tua vena,
come stè messer Iesu Christo nella sua pena.
[Margherita, Latisana, 1591]

 

[Fonte: Andrea Del Col, L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano, 2006, p. 574]

#RECENSIONE // Théron – Piccola Enciclopedia delle eresie

Michel Théron
Piccola enciclopedia delle eresie cristiane
Presi questo libro, scegliendolo tra altri titoli nella biblioteca del mio comune, perché volevo saperne di più su alcune eresie ed era quello che mi sembrava più vicino a quello che stavo cercando; ne rimasi folgorato.
Dal titolo mi aspettavo una sorta di polpettone enciclopedico, conciso e denso di informazioni. Era comunque quello che cercavo, un testo che mi desse una buona visione delle eresie senza entrare troppo nello specialistico (insomma, non avevo bisogno di intere monografie sui catari o sui valdesi). Ma il libro era totalmente diverso.
Difatti, come dice l’autore nella presentazione del volume, non si tratta di una semplice Piccola Enciclopedia, ma ai vari lemmi Théron aggiunge un commento all’eresia stessa, ai fatti. Non adotta un rigoroso metodo storico, e lo annuncia nella presentazione, ma adopera una prospettiva più da letterato. Effettivamente leggendo l’intero libro ci si accorge di una certa spinta a romanzare i vari sviluppi dottrinali nati attorno alla figura di Gesù.
Ed è proprio questo che mi ha colpito. Non il “freddo” lavoro storiografico, ma il “calore” del commento. Certo, le varie voci contengono si gli elementi biografici fondamentali (periodo di nascita, il pensatore che ha esposto tale idea, chi l’ha combattuta, i passi biblici d’appoggio), ma questi finiscono in secondo piano, rispetto alla giustapposizione di varie citazioni bibliche e la sostanziale messa in ridicolo di alcune eresie, perché, come giustamente scrive l’autore, citando “fuori contesto si può far dire qualsiasi cosa a chiunque”, e alcuni eresiarchi utilizzavano piccole frasi cambiandone il significato o ignorando altri passi perché poco convenienti.
Certo, non è eticamente storica come metodologia di lavoro, ma questo approccio per me stimola la riflessione sul come prendere la lettura del testo biblico e sulle varie eresie stesse. Non solo l’elencazione delle citazioni del testo sacro di questa o quest’altra eresia, ma anche gli altri passi biblici, che contrastano quelle citazioni, nell’insieme permettono di avere una più chiara visione del testo religioso e permettono una riflessione maggiore sul cristianesimo e sul messaggio di Gesù.
Ed è questo il grande merito di questa Piccola enciclopedia; l’aiuto a riflettere attorno alla parola del Cristo, mettendo sul piatto moltissimi punti di vista, tra loro contrastanti.
La lettura diviene, in conclusione, estremamente salutare perché, oltre a far pensare e riflettere intellettualmente, ci pone d’innanzi a ciò che accade se vige un monopensiero dominante, dove ogni forma di eterodossia viene brutalmente combattuta, senza il minimo rispetto per le idee e le vite altrui. Non che gli eretici fossero tutti santi e i cattolici tutti demoni assetati di sangue, affatto, ogni caso è originale nella sua esistenza; ma questo libro ci educa al rispetto delle idee altrui, al dubitare delle proprie, a non dare nulla di vero per “unzione divina”, a non voler schiacciare con la forza chi non la pensa come noi, ma, piuttosto, a cercare un punto d’incontro.

GIUDIZIO:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE:
Michel Théron
TITOLO:
Piccola enciclopedia delle eresie cristiane
CASA EDITRICE:
il Melangolo
N° PAGINE:
293
ANNO DI EDIZIONE:
2006

Il Cosmo di un mugnaio

Menocchio espose una sua singolarissima cosmogonia […]: “Io ho detto che, quanto al mio pensier et creder, tutto era un caos, cioè terra,aere, acqua et foco insieme; et quel volume andando così fece una massa, aponto come si fa il formazo nel latte, et in quel deventorno vermi, et quelli furono li angeli; et la santissima maestà volse che quel fosse Dio et li angeli; et tra quel numero de angeli ve era ancho Dio creato anchora lui da quella massa in quel medesmo tempo, et fu fatto signor con quattro capitani, Lucivello, Michael, Gabriel et Rafael. Qual Lucibello volle farsi signor alla comparation del re, che era la maestà di Dio, et per la sua superbia Iddio commandò che fusse scaciato dal cielo con tutto il suo ordine et la sua compagnia; et questo Dio fece poi Adamo et Eva, et il populo in gran moltitudine per impir quelle sedie delli angeli scacciati. La qual moltitudine, non facendo li commandamenti de Dio, mandò il suo figliol, il quale li Giudei lo presero, et fu crucifisso.”

 
Carlo Ginziburg, Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del ‘500, Einaudi, p. 8