Il Sultano e San Francesco. Non possiamo rinunciare alla speranza.

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Leggere questo scritto richiede circa 20 minuti. Tempo che, ve ne renderete conto una volta finita la lettura, raramente avete investito così bene. Se vogliamo farci una nostra idea e opinione sui fatti che purtroppo oggi tornano d’attualità (terrorismo, Islam, ecc), credo sia giusto e necessario cercare di avere una visione a 360 gradi, senza chiudersi in quel girone di odio, intolleranza e vendetta, dove politici, mass media e il nostro stesso istinto umano, ci trascinano. E se non si ha la pazienza di leggere un testo del genere, non bisogna nemmeno avere l’arroganza di commentare i fatti in questione.

Questa è la lettera aperta di Tiziano Terzani datata ottobre 2001, in risposta all’articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, che la scrittrice aveva pubblicato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Buona lettura ma soprattutto, buona riflessione. Continua a leggere

Lettera ai Giudici

don Lorenzo Milani

Barbiana 18 ottobre 1965

Signori Giudici,

vi metto qui per scritto quello che avrei detto volentieri in aula. Non sarà infatti facile ch’io possa venire a Roma perché sono da tempo malato.

Allego un certificato medico e vi prego di procedere in mia assenza.

La malattia è l’unico motivo per cui non vengo. Ci tengo a precisarlo perché dai tempi di Porta Pia i preti italiani sono sospettati di avere poco rispetto per lo Stato. E questa è proprio l’accusa che mi si fa in questo processo.

Ma essa non è fondata per moltissimi miei confratelli e in nessun modo per me. Vi spiegherò anzi quanto mi stia a cuore imprimere nei miei ragazzi il senso della legge e il rispetto per i tribunali degli uomini. Continua a leggere

L’obbedienza non è più una virtù

Lettera ai cappelani Militari Toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell’11 febbraio 1965

don Lorenzo Milani

Da tempo avrei voluto invitare uno di voi a parlare ai miei ragazzi della vostra vita. Una vita che i ragazzi e io non capiamo.

Avremmo però voluto fare uno sforzo per capire e soprattutto domandarvi come avete affrontato alcuni problemi pratici della vita militare. Non ho fatto in tempo a organizzare questo incontro tra voi e la mia scuola.

Io l’avrei voluto privato, ma ora che avete rotto il silenzio voi, e su un giornale, non posso fare a meno di farvi quelle stesse domande pubblicamente.

PRIMO perché avete insultato dei cittadini che noi e molti altri ammiriamo. E nessuno, ch’io sappia, vi aveva chiamati in causa. A meno di pensare che il solo esempio di quella loro eroica coerenza cristiana bruci dentro di voi una qualche vostra incertezza interiore.

SECONDO perché avete usato, con estrema leggerezza e senza chiarirne la portata, vocaboli che sono più grandi di voi.

Nel rispondermi badate che l’opinione pubblica è oggi più matura che in altri tempi e non si contenterà né d’un vostro silenzio, né d’una risposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o volgari insulti agli obiettori o a me non sono argomenti. Se avete argomenti sarò ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere mi fossero sfuggite cose non giuste.

Non discuterò qui l’idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Continua a leggere

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ROMANA (1849)

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ROMANA

PRINCIPII FONDAMENTALIdecreto

I. La sovranità è per diritto eterno nel popolo. Il popolo dello Stato Romano è costituito in repubblica democratica.

II. Il regime democratico ha per regola l’eguaglianza, la libertà, la fraternità. Non riconosce titoli di nobiltà, né privilegi di nascita o casta.

III. La Repubblica colle leggi e colle istituzioni promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini.

IV. La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli: rispetta ogni nazionalità: propugna l’italiana.

V. I Municipii hanno tutti eguali diritti: la loro indipendenza non è limitata che dalle leggi di utilità generale dello Stato.

VI. La più equa distribuzione possibile degli interessi locali, in armonia coll’interesse politico dello Stato è la norma del riparto territoriale della Repubblica.

VII. Dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici.

VIII. Il Capo della Chiesa Cattolica avrà dalla Repubblica tutte le guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale. Continua a leggere

Elezioni amministrative 2013 in Trentino

Elezioni amministrative 2013 in Trentino

sottotitolo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”

Dopo aver visto alcuni video e le foto della festa di ieri sera del centro sinistra autonomista per la vittoria alle elezioni provinciali un pensiero mi frulla in testa: esultato più questi per delle elezioni delle elezioni che i tifosi dell’Inter dopo la mitica vittoria della Champions League del 2010. Solo che l’Inter non vinceva quella coppa da 45 anni, mentre quella coalizione è sempre lì dal 1998, da 15 anni e ci resteranno per almeno altri 5. Politica da stadio insomma.

Certo che la citazione di Tomasi di Lampedusa che ho usato come sottotitolo fa un po’ riflettere sulla situazione trentina, soprattutto visto il grande astensionismo di quest’ultima tornata elettorale, in una terra che si è sempre distinta tra le zone d’Italia più partecipi al voto. Grande astensionismo che colpisce ulteriormente dopo che, nel giro di soli otto mesi, ben 80mila trentini hanno preferito rimanere a casa piuttosto che spendere una decina di minuti per recarsi ai seggi e votare.

Probabilmente qualcosa si è inceppato nel rapporto tra istituzioni e cittadini. E non credo che la causa siano il pantano melmoso di Roma che i media ci propinano in tutte le sue forme a qualunque ora del giorno e della notte.

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Satira e vignettistica sovietica

da Gian Pietro Piretto, Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche, 2001, Einaudi, Torino.

#RECENSIONE // Canfora – “È l’Europa che ce lo chiede!” (Falso!)

 LUCIANO CANFORA
“È L’EUROPA CHE CE LO CHIEDE!” (FALSO!)è l'europa che ce lo chiede

“È l’Europa che ce lo chiede!” (Falso!) si presenta come un veloce – appena 78 le pagine – e interessante dipinto alla Pollock della società e della politica – intesa come classe – ai tempi della crisi economica in Europa.

L’autore, il filologo e storico Luciano Canfora, punta l’attenzione sullo smantellamento dei diritti dei cittadini e, sopratutto, dei lavoratori (per l’autore, essere lavoratori qualifica in positivo i cittadini) in nome di un qualcosa che non si capisce bene cosa sia ma che riduce in maniera pregnante con profitto.

Certo, leggere uno storico che si occupa, in modo breve, di tutt’altro che la storia come possono essere l’economia o la politica, può disorientare ma in realtà l’esperienza di storico e di filologo di Canfora risalta e torna utile nel vedere e nel descrivere con altri occhi alcune delle situazioni createsi negli ultimi mesi in Europa. Canfora non è poi nuovo alla pubblicazione di testi con una valenza civica.

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