Le simpatiche eresie

L’eresia è una deviazione dalla retta dottrina in seguito a una scelta unilaterale ( è un vocabolo d’origine greca, haíresis). Con la diffusione del cristianesimo e venendosi a creare in Europa un’uniformità religiosa ogni deviazione dall’ortodossia venne visto come tentativo di sovvertire l’ordine precostituito. 
Va da sé che una religione come quella cristiana, con un’enormità di testi ufficiali e non, ha generato fin da subito numerose visioni diverse di Cristo, della sua natura e della religione in generale; l’intero castello teologico impalcato, poi, con la vittoria nel IV sec. dell’ortodossia/cattolicesimo, ha portata dal XI sec. ad una nuova ondata di eresie o letture diverse dello stesso testo sacro. Alcune di queste sono semplicemente straordinarie nella loro demenzialità, così ho deciso di postare un riassunto di quelle che ritengo più ridicole, tralasciando quelle più famose e pubbliche ( valdesi, protestanti, anabattisti, ecc…):
 
  • Abbecedariani: setta di anabattisti tedeschi del XVI secolo, convinti di non dover apprendere l’alfabeto per ottenere la salvezza: la conoscenza sarebbe giunta direttamente dallo Spirito Santo e non attraverso la lettura o lo studio;
  • Abeliani: settari che vivevano in Africa durante il IV secolo; essi volevano sposarsi ma senza consumare il matrimonio. Il loro modello era Abele, che si dice non avesse voluto conoscere carnalmente la propria moglie per la paura di mettere al mondo futuri peccatori;
  • Agonicliti: era una setta che voleva che si pregasse in piedi e non in ginocchio. L’origine di questa scelta deriva dalla credenza di una parusia imminente e da ciò ne derivava un’attesa di esso in piedi. Col tempo, e la traslazione della parusia;
  • Amsdorfiani: discepoli di Nicola d’Amsdorf, teologo luterano del XVI secolo. Secondo loro le opere buone non erano soltanto inutili, ma addirittura dannose per la salvezza.
  • Borboriti (o borboriani): gnostici dell’XI secolo. Avevano l’abitudine di imbrattarsi il volto di fango, di escrementi o di sozzure di ogni sorta, al fine di mascherare il volto di Dio, in quanto l’uomo è stato fatto a sua immagine;
  • Condormienti: comunità tedesca del XIII, i cui membri solevano dormire insieme, senza distinzioni di sesso. Ovviamente si biasimò un uso del genere, la promiscuità non poteva che favori la licenza sessuale. Non si pensò minimamente all’ipotesi di una prova: la resistenza e l’astinenza dalle pulsioni sessuali;
  • Eliciti: settari del VII, che glorificavano Dio con canti e balli, girando su sé stessi;
  • Encratiti: questi asceti avevano costumi rigorosissimi: continenza assoluta, disprezzo del matrimonio, probizione della carne e anche del vino, compreso quello usato durante la messa;
  • Euchiti: membri di una setta gnostica dell’Asia Minora della metà del IV secolo, che non credeva nella virtù salvatrice della preghiera;
  • Passalorinchiti: singolari eretici che pregavano tenendo sempre l’indice sulle labbra e anche sul naso;
  • Sfrontati: eretici del XVI secolo che amministravano il battesimo marchiando a fuoco la fronte del catecumeno e medicando la ferita con dell’olio;
  • Terministi: credeva che esistesse un limite alla misericordia divina; esisterebbe una sorta di ultimatum di Dio ai peccatori, se essi non si pentono vengono dannati in modo irremissibile;
  • Turlupinanti: consideravano il pudore e il ritegno come prove della dipendenza nei confronti delle pulsioni naturali, quindi una sopravvalutazione di queste pulsioni contro cui era necessario, a loro, giudizio, difendersi. Di conseguenza, vi si abbandonavano senza ritegno, proprio per negarne l’importanza: erano cose de tutto naturali, da cui non bisognva farsi ottenebrare. L’importante per loro era lo Spirito, la dimensione spirituale.
 
Fonte: Michel Théron, Piccola enciclopedia delle eresie cristiane,  il melangolo, Parigi, 2005