#RECENSIONE // Hemingway – Verdi colline d’africa

Ernest Hemingway
Verdi colline d’Africa
“[Pop] La maggior parte dei racconti di cacce africane son noiosissimi. – [Hem.] Sono tremendi”. Trovare questo dialogo in un racconto di cacce africane assomiglia quasi ad una presa in giro dell’autore verso i propri lettori, o più precisamente, il culmine di una serie di frecciate rivolte ai critici letterari.
Già, perché Hemingway si muove si due binari, uno diurno e uno notturno. Nel primo affronta la Natura, accompagnato dalle guide africane; nel secondo riflette sull’Arte assieme ai compagni cacciatori europei.
Le parti dedicate alla caccia stufano dopo poche pagine. I racconti di cacce africani son noiosissimi, vero, verissimo. Penso che le pagine e pagine spese per descrivere appostamenti, la sensazione nel premere il grilletto, dove mirare nel momento dello sparo o la cura nello scegliere la bestia da uccidere possano per lo più emozionare qualche cacciatore e pochi altri, il resto dei lettori o chiudono il libro o coraggiosamente tentano di arrivare in fondo al libro.
Per carità, il libro regala qualche piccola perla che però va ricercata con molta attenzione, quasi che il lettore debba trasformarsi in un cacciatore delle belle espressioni, immedesimandosi in Hemingway mentre stanava gli animali nella boscaglia o nella savana. Ma di certo queste perle, chiamiamole così, son troppo poche e non si riescono a gustare a fondo che già il torpore del libro assale nuovamente il lettore.
Tra queste perle sono da segnalare le frasi lanciate contro i critici. Inizia creando una piccola lista di grandi scrittori americani e termina dicendo che a lui per vivere bastano una matita e dei fogli di carta, alludendo al fatto che sta scrivendo un racconto di caccia tremendo. Nel mezzo, una sferzata, i critici definiti pidocchi, incapaci di apprezzare un’opera d’Arte.
Per chi poi ha la pazienza di arrivare alla parte finale, questa regala finalmente quel “qualcosa” tipico del bel libro. Proprio quando Hemingway finisce la sua caccia, riesce a riflettere sulla caccia stessa, in alcune intense pagine dedicate alla scoperta dei rapporti tra l’uomo e la Natura, sulla società e il suo scopo e, anche, sul senso o meno della caccia.
La conclusione, col richiamo ad una scrittura postuma dell’esperienza della caccia africana, sembra richiudere il cerchio aperto con la citazione d’apertura, se non con le frecciate lasciate qua e là ai critici letterari, chiude il libro con una sorta di pernacchia irriverente proprio nei confronti di questi ultimi.
Giudizio:

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DATI TECNICI DEL TESTO RECENSITO
AUTORE: Ernest Hemingway
TITOLO: Verdi colline d’Africa
CASA EDITRICE: Einaudi
N° PAGINE: 239
ANNO DI EDIZIONE: 1979

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