Il 27 gennaio, il Giorno della Memoria parziale

 Il 27 gennaio, il Giorno della Memoria parziale
Oggi, domenica 27 gennaio, come ogni anno, si ripeterà la ormai stucchevole e ipocrita sagra della memoria conformizzata. Infatti, a parte i soliti gruppetti idioti di revisionisti, neofascisti&simili, ci sarà il collettivo stracciarsi le vesti e strapparsi i capelli per il genocidio degli ebrei.
Dove voglio andare a parare dicendo su a tutti? Cerco di riordinare le idee e i concetti e di spiegarmi.
Fumo dalla ciminiera dall’Ospedale di Hadamar

La Shoa è esistita, io non la nego, anzi. Il desiderio del regime nazista di creare una “razza umana perfetta” eliminando chi poteva “infettarla” e “sporcarla” fu ed è una delle più grandi blasfemie mai prodotte dal pensiero umano. L’uomo che si eleva a Dio (Genesi 1, 26, Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza) e prova a ricrearsi: un’aberrazione, è indicibile quello che realizzò il nazismo.

Eppure, qualcosa stona in questo giorno. Polemicamente, Norman Filkenstein pubblicò nel 2000 un pamphlet intitolato “L’industria dell’olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei”, riassumendo brevemente vede nell’Olocausto oggi una sorta di complotto per occupare la memoria, con tutta una serie di conseguenze politico – economiche.
Per quanto attendibile o meno, polemico o no, questo concetto di “occupare la memoria” che trapela da quelle pagine mi ha colpito. Mi ha colpito ancor di più in questi tempi, da quando ho iniziato la mia esperienza di servizio civile a contatto con il mondo della disabilità.
Se ci si riflette un attimo, il 27 gennaio è monotematico. Si commemora la sterminio degli ebrei, stop. La Giornata della Memoria viene istituita tramite una legge dello Stato (la L211/00) per “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte”. Frase simile (eccetto il riferimento agli italiani) che si ritrova nella Risoluzione Onu A/RES/60/7 che istituisce questa giornata a livello internazionale. In entrambe solo gli ebrei vengono nominati.
Non voglio fare il complottista o l’antisionista, ma a ben vedere è una Giornata del Ricordo parziale. Anche altri furono sterminati dal regime nazista; e non solo perché oppositori al regime come poterono essere i Testimoni di Geova. Ma, oltre gli ebrei, anche i disabili e gli zingari vennero sterminati perché biologicamente inferiori, impuri, dei virus che potevano infettare la razza perfetta. Alla fine ad un Testimone di Geova o a un comunista potevo fare un lavaggio del cervello e mi ritornava perfettamente ariano; ma ad un ragazzo portatore della Sindrome di Down anche se gli facevo il lavaggio del cervello, non gli levavo la Sindrome, la sua anormalità.
Ebrei, disabili e zingari furono sterminati in quanto categorie biologiche inferiori, bisogna dirlo; eppure non mi pare che lo si faccia in pubblico. Si parla solo di ebrei; persone come Marco Paolini col suo splendido Ausmerzen sono esempi troppo rari e inascoltati.
E poi, ascoltando e leggendo bene si scopre che quello che subirono gli ebrei fu testato su altri prima, fu sperimentato, raffinato, portato a perfezione. Dal nulla non si poteva creare un sistema di sterminio così vasto, bisogna iniziare da qualcuno o qualcosa. E quel qualcosa erano i disabili.

«Si è constatato più e più volte come  il bene comune possa richiedere il sacrificio della vita ai propri cittadini migliori. Sarebbe ben strano se non potesse richiedere a coloro che già prosciugano le risorse dello stato un sacrificio di minore entità […] grazie a quale eviteremmo di essere sommersi dall’incapacità. […] Il principio che giustifica la vaccinazione obbligatoria è abbastanza ampio da giustificare il taglio delle Tube di Falloppio. […] Tre generazioni di imbecilli bastano e avanzano.» (Lynn, 2007)

Sterilizzazione. Eutanasia. Sono le due parole sulle quale verte tutta questa storia. Il tutto prenderà il nome di Aktion T4; T4 da Tiergartenstrasse numero 4 la sede dell’ufficio che si occupò di queste cose. Via del Giardino zoologico fa in italiano, via dello zoo. Lo zoo sogno dei bambini, ma proprio dai bambini iniziò questo incubo. La chiamarono eutanasia, era l’omicidio delle Lebensunwertes Leben: vite indegne di essere vissute.
Noi primi anni del regime si sterilizza. Un po’ come quando noi sterilizziamo la gatta per evitare sorprese di cuccioli improvvisi, che dopo non sai come liberartene e non vuoi spendere per curarli. Idem con gli essere umani in quell’ottica. Solo che questi erano disabili e per i nazisti , ma anche per alcuni studiosi, non erano propriamente essere umani; erano più animali o mezzi umani, di certo non uomini. E questa cosa della sterilizzazione non la inventa Hitler, la copia dagli americani. La citazione di poco sopra è una sentenza di un giudice statunitense del 1924! Ma queste idee, queste sentenze circolavano anche nei paesi scandinavi, nella Svizzera, in quegli stati tanto moderni e tanto decantati. Negli Stati Uniti si proseguirà fino agli anni ’70 a sterilizzare. Solo nel 2003 il governatore del North Carolina ha chiesto scusa per la sterilizzazione di 7400 persone.
Ma questa storia non si ferma con la sterilizzazione, purtroppo. È lenta la sterilizzazione; bisogna fare di più e più velocemente altrimenti ancora per decenni la società rimarrà infestata e infettata. Entra in gioco la l’Aktion T4 e l’eutanasia. Entrano in gioco centinaia di persone, medici, infermieri, suore, psichiatri ed escono dal gioco migliaia di bambini: 70.273 (qui in dettaglio il numero).
Ma non si può uccidere così impunemente migliaia di persone nemmeno nella Germania nazista. Nell’agosto del 1941 a seguito di proteste ufficiali del vescovo di Münster e di molte famiglia la T4 viene fermata, solo ufficialmente però.
Tutto il personale così esperto, così prezioso viene spedito per tutta la Germania e per i territori occupati.
Ma come fai ad uccidere tutte quelle persone? I bambini li puoi avvelenare, ma gli adulti no. Li gasi, semplice. Le famose docce son state provate e perfezionate sui disabili; è stata perfino testata la giusta quantità di gas per ucciderli! Ma i corpi come gli smaltisci? Non puoi seppellirli tutti. Semplice, li bruciano. E li forse la gente inizia ad accorgersene, anche se probabilmente se ne era già accorta prima di quei misteriosi carichi di persone diretti quotidianamente verso gli stessi posti. Addirittura ad Hadamar la clinica che effettuava l’eutanasia era in mezzo al paese: case, strade, vestiti stesi, alberi: tutto sommerso dalla cenere. Eppure pochi alzarono la voce contro questo massacro. Il vescovo di Münster e pochi altri. Il resto si era abituato. Si erano abituato al fumo nero che usciva dal camino, del persistente odore di carne bruciata, si erano abituati nel vedere camioncini carichi che viaggiavano per tutta la Germania, si erano abituate le infermieri e i dottori ad uccidere i pazienti…
Gli alleati quando scoprirono i grandi campi di sterminio si domandarono come mai i tedeschi non fecero niente contro quelle barbarie, come poterono sopportare il tutto. Semplice, si erano abituati dopo anni di omicidi contro i disabili. Si erano abituati…terribile.
Ma con la chiusura della T4 il massacro diventa generale. Tutto il personale o ritorna nei vecchi ospedali psichiatrici a continuare il lavoro o viene inviato come ad insegnare come fare ad Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Sobibor, Dachau, Mauthausen, Buchenwald. L’esperienza accumulata viene ora riversata nel piano per estirpare gli ebrei dalla faccia della terra. Ora sanno come fare per uccidere molto e in fretta.
Ma la terribile storia della T4 e dei disabili non finisce con la liberazione dei lager nazisti, continua. Continua tutt’ora nell’ipocrisia e nel silenzio che dicevo all’inizio. Nessuno ne parla, nessuno sa. Anche al secondo processo di Norimberga, quello dei dottori, la cosa perde valore. Ok, i grandi capi della T4 o si suicidano o vengono impiccati, ma gli altri imputati (e si parla solo di pezzi grossi) hanno pene ridicole poi peraltro alleggerite. Infermieri, medici e tanti altri proseguono la loro vita come prima, negli stessi posti, con gli stessi pazienti. D’altronde se ci pensate, a condannare quelle persone c’erano giudici americani che emanavano sentenze come quella che ho riportato prima. I disabili rimanevano persone di serie B, o forse neanche persone, solo cose.
Ma si potrebbe andare ancora avanti. I cervelli dei bambini massacrati in quel sistema son stati utilizzati a scopi scientifici fino agli anni ’90, per non parlare delle scoperte medico – scientifiche ottenute grazie a tutte quelle cavie umane. Ma di questo non si parla mai.
Ho finito, non so nemmeno come proseguire, l’argomento è terribile da leggere e (provare a) raccontare. Quello che ho provato a fare, portarvi anche questo 27 gennaio, il 27 gennaio dimenticato.
 
 
Per scrivere queste righe ho usato i seguenti testi:
-Henry Friedländer, Dall’eutanasia alla soluzione finale, in AAVV, Lager, totalitarismo, modernità. Identità e storia dell’universo concentrazionario, Bruno Mondadori, 2002;
-Henry Friedländer, Eutanasia in AAVV, Dizionario dell’Olocausto, Einaudi, 2007;
-Nicholas H. Lynn, Bambini in guerra. I bambini europei nella rete nazista, Garzanti, 2007;
-Marco Paolini, Ausmerzen, Einaudi, 2012;
-Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Le Lettere, 2000.
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